Anche per l’edizione 2026, Coo’ee Italia, agenzia creativa indipendente associata a UNA e guidata da Mauro Miglioranzi, firma la campagna di comunicazione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo, diretto da Luigi Colombo, rinnovando la collaborazione con Mediafriends.
Dopo aver accompagnato la rassegna cinematografica del 2025, quest’anno la comunicazione mette al centro il momento più atteso del Festival: le proiezioni dei cortometraggi finalisti nelle giornate del 23 e 24 settembre, la visione e la premiazione al Teatro Donizetti dei vincitori delle tre categorie in gara. Un modo per avvicinare il pubblico a storie, autori e nuovi sguardi sul cinema breve internazionale.
Per questa edizione Coo’ee prosegue il percorso creativo avviato negli anni precedenti, mantenendo gli elementi distintivi dell’identità visiva del Festival – il bianco e nero, l’arancione e la tipografia espressiva firmata da Mirko Pajè, anche direttore artistico della manifestazione – ma introducendo una nuova prospettiva narrativa.
Nasce così “Sguardi fuori campo”, il concept creativo che accompagna tutta la campagna 2026: un invito a spostare lo sguardo da ciò che normalmente viene raccontato a ciò che, spesso, resta fuori dall’inquadratura.
Il linguaggio è quello del cinema, ma questa volta i protagonisti non sono sullo schermo: sono tra il pubblico. La campagna mette al centro gli spettatori, colti nell’istante in cui una storia riesce a emozionare, sorprendere e creare connessioni. Perché ogni film nasce da un’inquadratura, ma a volte le storie più importanti iniziano proprio fuori campo.
La comunicazione sceglie di superare ogni retorica legata alla disabilità e racconta il Festival attraverso l’esperienza universale del cinema: un luogo in cui emozioni, sguardi e relazioni diventano il cuore della narrazione. Un cambio di prospettiva che restituisce al Festival la sua essenza più autentica, capace di unire persone, sensibilità e punti di vista diversi.
Un progetto che cresce insieme al Festival e ne accompagna l’evoluzione con una comunicazione essenziale, capace di raccontarne il valore senza sovrastrutture. Perché, come sempre, eliminare il superfluo significa lasciare spazio alle storie che meritano davvero di essere viste.