Una parola, tantissime facce.

Togliere, togliere, togliere siamo noi. Lo siamo diventati a forza di dirlo, scriverlo, ripeterlo. E adesso è anche un marchio registrato, un brand che ha trovato la sua casa. È il mantra che ci siamo cuciti addosso: un modo libero di pensare che elimina ciò che non serve per riconoscere quello che conta e comunicarlo con semplicità.

Ovunque e per tutti.

Un concetto diretto, inedito, che parla della nostra comunicazione ma può appartenere a tutti. Infatti l’abbiamo messo ovunque: dall’outdoor alle riviste, sui taxi, allo stadio, in tangenziale, sulle piste da sci. Perché tutti possano pensare di nuovo all’essenziale, e magari non scambiarci per un negozio di arredamenti.

Semplice, non facile.

Togliere tutto quello che ingolfa le case, le strade, le conversazioni, le comunicazioni. Togliere per concedersi il lusso inestimabile della semplicità e per arrivare sempre al cuore delle persone, delle idee, dei fatti, dei prodotti. «Impossibile» è il primo aggettivo da togliere per essere liberi.

togliere, togliere, togliere.

cosa significa?